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Intervista a Mila Dau: Atmosfera
Autore: Sara Buoso
Data: 29.07.2010

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Vai alla sede: Museo Nazionale Villa Pisani

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 A Villa Pisani – Stra, la personale di Mila Dau, narra dell'atmosfera della pittura. Dal 1991 a New York, architetto e artista italiana, rappresenta spazi museali, autori e artisti, figure: le serie pittoriche “Enfilades” 2004-2006, “Face to Face” 1999-2005, “Architectures” 2007-2009, Visitors and staff” 2010.

Sara Buoso:Architetto e artista. Da Roma, a New York, e Venezia: conosce il Museo Villa Pisani?
Mila Dau
: E' un felice ritorno e un onore esporre a Villa Pisani, un bene, un contesto speciale e un'attrazione reciproca. E' un gesto, in sintonia con gli spazi e in dialogo con il sito, come i miei lavori sui musei da 19 anni, quando il contenitore dell'arte è divenuto il contenuto della mia arte. Oggi forse è più eclatante, perchè l'arte è scissa da dove è nata, ma ci sono spazi dove non c'è bisogno di altro: del museo, mi interessano i vuoti, l'esperienza.

S.B:Ci sono analogie e cambiamenti tra “Enfilades” e “Architectures”: come procede il suo metodo?
M.D:
E' un lavoro concettuale più che stilistico, di elementi in serie. Oggi, l'arte digitale e il video, non sono arti sporche; il mio lavoro è di materia razionale. I pastelli “Enfilades” sono del 2004: prima il colore, poi il contorno, la cornice e la prospettiva. In seguito, non c'è più stata cornice e non c'è più stata prospettiva. “Architectures” sono del 2007-2009: all'immagine dell'architettura sovrappongo un altro strato di colore, motivo razionale, intuitivo, astratto, rappresentativo.

S.B:Dei ritratti?

M.D:
Mi sono sempre interessata ai ritratti, nel mio bisogno di avvicinarmi all'altro, nell'avere esperienza e nel raccontare la storia, come nel libro “Face to Face” 1999-2005, ritratti di artisti e autori, eseguiti in un'ora.

1._mila_dau__vito_acconci__2001_400
Mila Dau – Vito Acconci – 2001

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Mila Dau – Carla Accardi – Roma, 2003

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Mila Dau – Shahzia Sikander – 2002


Mila Dau sfoglia il libro d'artista e narra delle intense presenze, nell'eseguire i ritratti, come John Baldessari – in conversazione: “Talent is cheap but drive is important” e Louis Bourgeois: “Cosa c'è dietro l'angolo? Luce naturale o artificiale?”; dei modelli, come “Portrait of Fred Wilson” 2002 e “Portrait of Vito Acconci” 2001.

S.B:Qual è la sua formazione?
M.D: La componente del fare artistico viene dallo studio dell'archeologia a Roma, come dal precedente lavoro “Oracles” 1996 – miniature, sovraimpressioni di immagini architettoniche, antiche e contemporanee - quando la visione era esterna. C'è stata la volontà di continuità con il '700, in modo fluido: le infilate, sequenza di stanze interconnesse per mettere in mostra l'arte. Il mio lavoro comprende anche “Visitors and staff”, le presenze degli ambienti museali: dove non c'è contesto, ci sono figure.

S.B:Luce e colore nelle pitture: è manierismo?

M.D:
Dicono sia manierista in Italia, ma non negli Stati Uniti: ho sempre usato colori basici, acidi, e interni grigi, come monocromi, pensando a Gerhard Richter, ma il colore è un challenging e non deve rovinare il quadro. La luce non è un elemento razionale; è elemento della fotografia. Luce e colore sono desideri, ma non basta: bisogna fare e rifare, stravolgere l'immagine per trovare l'essenza, l'atmosfera.

Mila Dau – mostra personale 15 – 30 luglio 2010 , Museo Nazionale di Villa Pisani – Stra (Venezia) Promossa da: Soprintendenza per i Beni Culturali, Architettonici e Paesaggistici delle Provincie di Venezia, Belluno, Padova e Treviso Testo di Laura Cherubini “L'Architettura e il suo doppio”.


In copertina: Mila Dau – MAXXI – Roma, 2008