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Aidoru: l’Idolo virtuale diventa reale
Data: 23.07.2010

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Vai alla sede: Allegretti Arte Contemporanea


Un viaggio nel mondo dell’indeterminatezza attraverso la figura femminile. La mostra collettiva, a cura di Massimo Sgroi, alla Galleria Allegretti Contemporanea cerca proprio di rappresentare il tema centrale della mutazione corporea, dove l’umano diventa idolo elettronico-Aidoru.

Video, pittura, fotografia, scultura e installazione sono il mezzo con cui i sette artisti in mostra indagano l’universo del mutevole. L’uomo oggi è immerso in un rapporto di sparizione e apparizione all’interno della società in cui vive. Le nuove tecnologie, i nuovi bisogni e un universo fisico che si trasforma lasciando cadere tutte quelle linee di confine che lo ancoravano al reale, fanno sì che l’individuo non si ritrovi più nella dimensione conosciuta e stabile che lo ha da sempre accompagnato. Cade ogni punto di riferimento e si staglia un’apertura al metafisico a cui il singolo si deve adattare se non vuole perdersi e soccombere. Questo adattamento alla nuova condizione avviene con più facilità da parte dell’universo femminile. Il corpo delle donne, infatti è antropologicamente legato alla mutoginia e, come afferma il curatore Massimo Sgroi, “la sua capacità di essere mutevole e/o mutogena, rappresenta una possibilità in più nel passaggio fra il reale e la forma elettronica”.

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Arash Radpour, LIZ PEACE, 2010, giclee print on hahnemuhle paper, cm73x110

Tante, infatti, le opere esposte che hanno come protagonisti personaggi femminili. “The Reflex of Gold” di Matteo Sanna (artista sardo residente a Roma), l’autoritratto “Intro-Versione” della torinese Sabrina Milazzo o le elaborazioni digitali dell’artista tedesca Karin Andersen sono tutti esemplari di studio e di indagine di un mondo ancora sconosciuto, ma che sempre più sta prendendo forma: “un mondo composto da diversi tipi di realtà”.

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Karin Andersen, dittico 2, Ofelia, 2004, stampa lambda, cm 90x120

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Monica D'Alessandro, Visione, durata 5 min e 47 sec

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Sabrina Milazzo, INTRO-VERSIONE, 2010, olio su tela, cm 120x120


In copertina: Ina Nikolic