ArtKey Magazine | ArticoloGEMINE MUSE 2010. L’Arte della Porta Accanto
Autore: Enrica Pighin
Data: 19.07.2010
Vai all'evento: GEMINE MUSE - GUARDIANI DEL TEMPO Gli artisti correlati: Eleonora Magnani, Enrica Casentini, Veronica Bellei Non è sempre facile per gli artisti emergenti trovare la strada che conduce al successo. Per questo tutte le occasioni in cui gli artisti sensibili e curiosi possono esprimersi, sono da ricordare e segnalare con rispetto e attenzione. L’associazione Gemine Muse da sette anni offre, ai giovani artisti, spazio per esprimersi, affermarsi e mostrare la propria abilità. Per questa missione quasi omerica, sono state scelte ben 22 città della nostra penisola italiana, da nord a sud, da est a ovest, un misto di profumi e culture diverse, un mix inebriante di occasioni e presupposti differenti che hanno dato forma ad uno spettacolo emozionante di stili e sensibilità differenti. Un viaggio di città in città tra installazioni, dipinti, illustrazioni, composizioni musicali, happening, accumulazioni e chi più ne ha più ne metta. Il comune denominatore? La creatività prima di tutto, e un altare votivo dedicato ad esternare quello che nella personale esperienza di ciascun artista è stato mescolato, risorto e fatto nascere come una piccola pianta in mezzo a degli scalini sotto al sole. Ogni città ha dedicato uno spazio preciso per esporre gli aneliti dei propri artisti. Ogni città ha contestualizzato il tutto decidendo un tema preciso, legato alla propria storia e alle proprie vicissitudini. Così, ogni situazione conserva dentro di sé un filo di Arianna che collega la location al passato, alla storia, ai cambiamenti del presente, rendendo il tutto un amalgama perfetta di stili, situazioni e appartenenza. Ogni città mostra un suo perché, un interrogativo solo apparente. Ogni città dimostra un valido appiglio per spunti e alternative diverse. Tanti temi per un'unica volontà di esperienza ed estetica vista come puro desiderio di toccare, respirare e capire e perché no, immedesimarsi negli studi e nelle storie di tante menti e tante mani che hanno voluto renderci partecipi dei loro viaggi emozionali. Così a Torino si potrà trovare il MAO, Museo di Arte Orientale, e ammirare le opere di artisti che si sono fatti guardiani del tempo con il loro cipiglio creativo, mischiando l’arte contemporanea della pittura decorativa con citazioni del passato, così retrò, così maledettamente sempre attuali e fresche in questa era dove il virtuale ci ha oberati e magari cerchiamo un respiro più spirituale e un po’ favoleggiante. A Trento, nell’area dell’Upload Art Project, la piattaforma per l’arte contemporanea, la nostra macchina del tempo ci conduce immediatamente nella nostra quotidianità, proponendoci come leitmotiv le figure ipotetiche. Si ritorna nell’era della tridimensionalità, dove tutto è etereo, le figure post moderne del virtuale sono tra noi, i rapporti si fanno effimeri e trascendentali. E un’artista giovanissima come Veronica Bellei sfida lo star system della pubblicità e delle icone della bellezza proponendo ad ignari frequentatori delle chat un canone personalizzato, disponendosi dietro ad uno schermo, con tutta la libertà e la mancanza di inibizione che questo comporta. A Bologna, nello spazio del Palazzo dell’Archiginnasio, si torna a cercare le radici. Forse perché tutta questa evanescenza ha un po’ destabilizzato e si cerca un margine di solidità. Quella sicurezza che si può trovare tra le pagine odorose di libri vecchi e ingialliti, rovinati dal tempo e dalle dita bramose di conoscenza che li hanno sfogliati. L’artista Enrica Casentini propone delle vere e proprie pagine ingiallite di Eneidi e libri filosofici, e le cuce come un’abile Penelope non troppo stanca e demoralizzata, con un filo rosso, volitivo, carnoso, passionale. Una trapunta contemporanea di passato, presente e sudate carte, un’installazione di una poesia quasi fuori del comune perché viva e palpitante. Una coperta di Linus fatta delle nostre notti passate a studiare, a sognare, a piangere e maledire magari le poche ore che ci separavano da un esame di latino o arte moderna. C’è chi come Cesare Pietroiusti studiava il muschio che si forma sugli scalini quando non vengono calpestati dai passanti, e c’è chi, come Eleonora Magnani, studia le crepe che si formano nei pavimenti degli edifici, nei marmi, nei supporti che ogni tanto valichiamo magari con quella indifferenza provocata dalla noia e dalla monotonia del vedere ogni giorno le stesse cose ci impedisce di apprezzarle e godere della loro unicità. A Prato, nel Museo del Tessuto, la sensibilità ricorda l’Arte Povera di un Michelangelo Pistoletto privato della sua Venere, e l’esigenza si fa urgente di toccare con le mani l’immediatezza di un cotone o di una seta: così gli artisti propongono armadi, campionari, accumulazioni di abiti veri, vintage, con tutto il loro background emozionale di passato e presente misti ad un briciolo di fashion e vanità. A Cremona lo stile fa a pugni con il comportamento, con il behaviour, e il titolo “I’ll met you halfway”, ovvero il desiderio di venirsi incontro, propone veri e propri spaccati di vita tradotti in musica, in pittura e scultura, momenti di vera quotidianità che fanno pensare ad attimi di vita vissuta realmente, uno spirito oceanico di modalità e atteggiamenti differenti. Ma non mancano le ispirazioni marittime delle città come Bari, Genova e altre, che inneggiano il mare, i flutti e tutta una cultura che profuma di salsedine e granelli di arena, di porti rumorosi e carichi di merci e spezie . Un essenza che riporta a narrazioni di un tempo che fu, mescolate a mani callose e cariche di vita e peripezie. Gemine Muse 2010, in programma dal 15 maggio al 18 luglio in 22 città italiane, coinvolge più di 120 talenti e 30 curatori in 19 sedi espositive e 3 percorsi diffusi nei centri storici di altrettante località, ed è incluso nel progetto ITALIA CREATIVA, a cura del Dipartimento della Gioventù - Presidenza del Consiglio dei Ministri in collaborazione con l'ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani e il GAI - Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani. Questa è un occasione per trovare nella propria città o in quella limitrofa, un pezzo di se stessi, tra contaminazioni diverse, tra performance, installazioni ed esperimenti di musica e poesia. Perché l’arte scende nelle strade e si fa democratica, un’arte della porta accanto. Nella propria città, dove si è sempre vissuti e si ha percepito la quotidianità di mura, porfido e sanpietrini. L’urgenza di espressione di 120 artisti si fa la nostra stessa esigenza di condividere un sentimento oceanico di cultura, appartenenza e fantasia, per sentirsi un poco più veri, per sognare, per una domenica diversa o solo pochi attimi di inconfondibile libertà. |
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