ArtKey Magazine | Articolo


Finanziaria! La parola a Umberto Croppi.
Data: 12.07.2010

vai alla pagina
Ci sono “inviti” che creano scalpore come quello lanciato da Umberto Croppi, Assessore alla Cultura del Comune di Roma, nel corso del convegno «Sostenere la cultura per rilanciare il Paese», un incontro per discutere dei tagli al settore dei beni culturali previsti dalla prossima finanziaria. In questa sede, l'Assessore ha infatti affermato: “Chiudiamo i musei per un giorno perché qualcuno non si è accorto di quello che stava scrivendo. Mandiamo una cartolina a chi, nelle prossime ore, dovrà decidere. Dobbiamo mandare un messaggio ai nostri interlocutori”.
Una proposta forte che ha avuto il merito di attirare l'attenzione del pubblico e ha permesso di entrare nel dettaglio di questa manovra. Perchè, in effetti, molto si è scritto sulle tante associazioni e fondazioni che non beneficieranno più del supporto finanziario dello Stato ma quasi nulla su come alcune prescrizioni contenute nella manovra andranno ad incidere sulla gestione ordinaria dei Comuni, delle Provincie, delle Regioni e di tante altre società a partecipazione pubblica. “Pochi si sono resi conto di alcune disposizioni della manovra che non riguarderanno tagli ma causeranno danni enormi all'indotto del territorio. Questa non è neanche una critica, è un allarme rosso che ho lanciato e che ha raccolto consensi da parte di molti amministratori, Ministro Bondi incluso, e di tanti operatori della filiera. Ci servono strumenti per fare capire a chi sta per votare cosa stanno votando. Le norme di questa legge, infatti, non sono state capite,” afferma Croppi.
Cerchiamo allora di capirle. Cominciamo con il “capitolo” mostre, comunicazione e promozione. Secondo le nuove prescrizioni per queste voci, nel 2011, non si potrà spendere più del 20% della cifra spesa nel 2009. “Le aziende che gestiscono spazi espositivi non potranno più organizzare inizitiave. Una mostra come quella del Caravaggio, per esempio, che è costata 4 milioni di euro e ne ha incassati due, non si potrà più fare. Il Palaexpo, dunque, continuerà a costare ma non potrà più allestire mostre, non avrà più ricavi e non potrà più svolgere la sua mission. E questo discorso vale anche per altre aziende. Se l'Atac vorrà fare una campagna promozionale per incrementare gli abbonamenti non potrà. Poi, esempio ancora più drammatico, se nel corso nel 2009, nella voce “promozione” di una azienda o di una amministrazione non figurano spese, queste non potranno affrontare alcun investimento,” chiarisce Croppi.
Decurtazioni in vista anche per le missioni nazionali ed internazionali: le amministrazioni pubbliche, in questo caso, avranno a disposizione per il prossimo anno solo il 50% della cifra spesa nel 2009. “Il Comune di Roma dovrebbe intraprendere delle missioni in giro per il mondo per le future Olimpiadi ma lo potrà fare solo dentro questo limite. E la cifrà è chiaramente insufficiente alle esigenze,” puntualizza l'Assessore. La terza norma contenuta nella nuova manovra riguarda invece il divieto di sponsorizzazioni da parte delle amministrazioni pubbliche. Un divieto che si applica anche se l'azienda a partecipazione pubblica di una città dovesse essere in attivo.
“Questi limiti ci privano della possibilità di investire, di avere dei ritorni e portano alla paralisi dell'attività espositiva e promozionale. Inoltre queste prescrizioni sono anche incostituzionali perchè il governo può decidere in merito all'entità dei tagli ma non può indicare alle amministrazioni pubbliche come utilizzare i fondi,” precisa Croppi. Salve al momento le iniziative in programma per i prossimi mesi del 2010. Tutte le attività delle più importanti aziende che dipendono dal Comune, come Palaexpo, il Teatro dell'Opera, Santa Cecilia, la Casa del Cinema, il Teatro Argentina, RomaEuropa Festival, sono state finanziate per intero. Finanziate, sino a dicembre, anche tutte le manifestazioni che vanno a bando. “Manca un pezzo di copertura per il Festival della Letteratura da Viaggio, per Uto Ughi per Roma, per gli eventi che il Comune organizza per il Natale. Sono certo però che riusciremo a fare tutto quello che è in programma. E a questo proposito stiamo lavorando per trovare degli sponsor privati,” conclude l'Assessore Croppi.

Bene. Ma dopo?