ArtKey Magazine | ArticoloTobias Rehberger alla galleria Giò Marconi
Autore: Irene Crocco
Data: 26.04.2010
Vai all'evento: TOBIAS REHBERGER - BEAT ME! Vai alla sede: Giò Marconi Gli artisti correlati: Tobias Rehberger Vincitore del Leone d’oro alla 53 Biennale di Venezia, l’artista tedesco Tobias Rehberger ha esposto alla galleria Giò Marconi una serie di opere nate attorno alla figura di Micheal Jackson. In Beat me Rehberger approfondisce, attraverso installazioni, quadri e sculture, la vita di una grande icona della musica e dello spettacolo. Ma è subito chiaro che il tema della mostra è in realtà un pretesto per indagare la dimensione temporale propria dell’essere. Implacabile memento mori che non distingue tra buono e cattivo, ricco e povero, sconosciuto e illustre, il tempo è riflesso nelle immagini pop e fortemente simboliche che si mostrano allo spettatore. L’installazione C’il Eam Habbim, già presentata nel 2005 al parco di Villa Manin è costituita da un box per tiro a segno e da un bersaglio mobile, funzionante, che raffigura Micheal Jackson bambino e il cerbiatto Bamby dei cartoon Disney. Si presenta come un gioco divertente, carico di black humor. Ma decidere di mirare e colpire queste immagini così associate - insieme simboli dell’infanzia più spensierata ed entrambe vittime chiamate a crescere troppo in fretta - ci confonde e ci fa riflettere sulla capacità di giudizio che quotidianamente e pur inconsapevolmente mettiamo in atto. Sparo? A chi? A cosa? La capacità di Rehberger di creare ambienti avvolgenti che interagiscono con lo spettatore sono una caratteristica del suo operare. In The great disarry swindle lampade dalla luce calda e leggera e cavi elettrici bianchi avvolti da nastro adesivo si mescolano, formando un groviglio informe: una giungla fatta di liane che dilaga e che invita ad entrare. Lo spazio si percorre senza linearità, gli strati si superano, e s’intuisce di essere all’interno di un dolce labirinto attraversabile. Varie immagini in bianco e nero del King of Pop sono state inserite in un grande collage che sottolinea le trasformazioni camaleontiche e l’evoluzione ai limiti dell’umano che ha caratterizzato la vita della Star. Questo cambiamento è scandito dal meccanismo temporal-luminoso che attiva l’opera ad intervalli regolari di circa 15 minuti. Il collage realizzato in plastica è suddiviso in zone che gradualmente si colorano evidenziando una determinata fotografia. Appare così un vero e proprio orologio della storia, che completandosi, si ferma all’ora della morte di Jacko e che risuona con il famoso grido che fuoriesce dalle casse acustiche adiacenti. ![]() |
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