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MiArt e Ibrida: doppio appuntamento con l'arte a Milano
Data: 08.02.2010

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Sarà inaugurata il 25 marzo, in un'anteprima a inviti, la quindicesima edizione di MiArt, Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Milano, aperta al pubblico dal 26 al 29 marzo, e visitabile all'interno dei padiglioni di “fieramilanocity”.
La fiera, che da anni persegue l'ambizioso obbiettivo di imporsi come punto di riferimento, rientrando nel novero delle manifestazioni artistiche più importanti al mondo, proseguirà secondo le linee guida tracciate per la precedente edizione, puntando tutto sulla qualità: la selezione accorta e scrupolosa delle gallerie partecipanti (affidata a Marco Altavilla, Paola Guadagnino, Epicarmo Invernizzi, Francesca Minini, Mauro Nicoletti, Lorcan O’Neill, Mario Pieroni, Mimmo Scognamiglio, Giulio Tega), che l'anno scorso si è rivelata, coerentemente con le previsioni degli organizzatori, il migliore antidoto alla crisi economica -i dati parlano di un volume d'affari di oltre 8 milioni di euro-, sarà alla base anche di questa edizione.

Invariati anche i responsabili, Giacinto Di Pietrantonio e Donatella Volontè -curatori, rispettivamente, del settore contemporaneo e moderno-, affiancati, però, per la prima volta, da Francesca Ceccarelli, organizzatrice del “programma vip”, dedicato ai collezionisti italiani e stranieri, Giorgio Verzotti, curatore del catalogo (non più semplice “accompagnamento” alla fiera, ma termometro della situazione attuale e saggio sul ruolo svolto, in Italia, dalle gallerie d'arte, impreziosito dalla fotografie di Armin Linke, autore di tutta la campagna promozionale di questa edizione di MiArt), e Milovan Farronato, organizzatore dei convegni, degli incontri e delle tavole rotonde del ciclo “De Arte Disputatio”, articolato nelle quatttro sezioni Eorum Vox (parola ai collezionisti), Libera opinione expositio (nuove direzioni museali e conseguenti politiche culturali), Inter artem et elegantiam perregrinationes (divagazioni tra arte e moda) e Interludium (rapidi interventi artistici che precederanno o concluderanno gli eventi in programma).

Parallelamente alla fiera, nella speranza di replicare il successo della scorsa edizione, nel corso della quale la mostra di Vanessa Beecroft al PAC aveva giustamente attratto un gran numero di visitatori, è stata organizzata l'esposizione “Ibrido”, fatta di video, istallazioni, pitture, disegni, film, fotografie, oggetti, riviste, libri, musica, scritte, performances e conferenze. Curata da Giacinto Di Pietrantonio e Francesco Garutti, e pensata come una sorta di opera d’arte totale, aperta ai vari media e ai vari generi d'espressione transmediale, Ibrido sarà visibile, nelle sale del Pac, dal 12 al 31 marzo.

“Ibrido”, cioè incessantemente mutante, vago, come il futuro è e non può non essere, fino a produrre, come nota incidentalmente anche Bauman, nel suo saggio La società dell'incertezza, una certa, ineliminabile sensazione d'insicurezza esistenziale. E, d'altra parte, insicurezza o meno, l'ibridazione è anche uno dei modi tipici del “bricolage”, “riflesso sul piano pratico dell'attività mitopoietica”, secondo la definizione, ormai classica, di Claude Lévi-Strauss, ma poi, in fondo, chiave della creazione post-moderna in generale, e garanzia di una pur relativa libertà creativa: “La rivoluzione siamo noi”, recita il titolo di un'importante opera di Joseph Beuys, ma anche quello di una -ben più recente- di Maurizio Cattelan, visibile nelle sale del Pac.

E molte sono le risposte d'artista, le proposte elaborate per trasformare l'incertezza in un occasione di cambiamento (notissima quella del già citato Beuys, che ammettendo la residua possibilità di “venire liberamente ad una decisione”, afferma la necessità di “allineare la nostra intelligenza a quella della natura”), di miglioramento, di “rivoluzione”, osservabili all'interno del percorso di Ibrido, che parte dagli interpreti storici del mutamento, Beuys, Pistoletto (tematiche dell’ecologia ambientale), Warhol (ecologia mediatica) e Paolini (dinamiche concettuali), per arrivare alle nuove generazioni, affrontando l'opera di John Armleder, Pierre Huyghe, Philippe Parreno, Olafur Eliasson, Maurizio Cattelan, Patrick Tuttofuoco, Rirkrit Tiravanija, Pietro Roccasalva, Damien Hirst, Jan Fabre.

A completamento delle due interessanti iniziative, Milano si aprirà all'arte con Enjoy MiArt, grande happening per il pubblico e per la città che prevede eventi, incontri e musei aperti con orari prolungati per il week end del 27 e 28 marzo.


Conferenza stampa:

Mercoledì 10 febbraio 2010 ore 11.30

Sala delle Otto Colonne - Palazzo Reale
Milano