ArtKey Magazine | ArticoloOrbite Rosse, Grazia Toderi, GiòMarconi Milano
Autore: Giulio Cattaneo
Data: 08.02.2010
Vai all'evento: Grazia Toderi - Orbite Rosse Vai alla sede: Giò Marconi Gli artisti correlati: Grazia Toderi Los Angeles 2019 recitava l’incipit del fantascientifico Blade Runners presentandoci a volo d’uccello una città in visione notturna, virata sul rosso, con luci lampeggianti e grandi esplosioni di fuoco. Il lavoro della Toderi, riproposto in forma ridotta nella parte video da Giò Marconi a Milano dopo essere stato esposto all’ultima Biennale veneziana, riprende questo tipo di visione, riportandoci però nel nostro quotidiano. La visuale infatti è tipica di un volo notturno in aereo dove la città è ripresa dall’alto, da una media distanza, in cui è ancora percepibile il panorama cittadino. Guardando attentamente il video sembra di scorgere Torino, la Mole, ma questo non ha importanza, potrebbe anche essere Londra o Roma, dove la Toderi ha già girato altri video. La pista degli angeli, Firenze, stelle di terra o London, sono tutte opere nelle quali la visione dall’alto di luoghi conosciuti, li trasforma in territori magici e misteriosi. “Guardare lo spazio”, spiega l’artista, “significa continuare a cercare una risposta alle nostre domande primigenie e ridimensionare la priorità del quotidiano dell'essere umano. Così ciò che vedo è filtrato da questo modo di essere nello spazio”. L’inquadratura semi fissa, il continuo e assordante rumore di sottofondo, ripreso dalle turbine degli aerei, concorrono all’estraniazione dello spettatore e allo stesso tempo collocano in un “tempo infinito” il video. Non c’è narrazione nei video della Toderi, l’attenzione è tutta rivolta ad una lunga riflessione che l’infinita lentezza accurata delle sue riprese porta ad intraprendere. Ci si perde nell’immensità della ripresa, alla ricerca di qualcosa che non si trova; di un dettaglio capace di riportarci sulla terra, di darci sicurezza. ![]() Grazia Toderi,Pulse60xz, 2009, video ![]() Grazia Toderi,Orbite Rosse,2009, video ![]() Grazia Toderi, Orbite Rosse, grafite, metalli vari e stagno fuso su carta, 2009 Orbite Rosse oltre ad essere un riferimento al colore delle luci delle nostre città viste dall’alto nella notte, richiama anche il colore rossastro indefinito delle nostre palpebre chiuse mentre siamo rivolti alla luce, un mondo fuori, e un mondo dentro. Già nel 1998 l’artista aveva esposto alla galleria Giò Marconi una doppia proiezione video dal titolo "Orbite"; più in generale, nell’opera dell’artista i riferimenti alle orbite sono fin dall’inizio del suo lavoro un elemento costante, siano quelle della Luna intorno alla Terra, dei pianeti intorno al Sole, dei satelliti o delle astronavi intorno ai pianeti, o anche quelle disegnate da una palla all’interno di uno stadio, l’orbita di San Siro a Milano, o tracciate da una trottola su un pavimento. Tutta la sua ricerca mira alla creazione di visioni celestiali, ultraterrene, volte ad indagare “leggi fisiche diverse da quelle terrestri, a gravità differenti, a orbite che creano giorni lunghi tre ore, che si alternano a notti velocissime” come lei stessa racconta. L’ispirazione viene, oltre che da un’attenta e studiata visione del reale, del quotidiano, anche dalle Città invisibili di Calvino e dalle aeree vedute veneziane di Jacopo de’ Barbari. “Con tale arte fu costruita Andria” racconta Marco Polo, per mano di Calvino, all’imperatore tartaro, “che ogni sua via corre seguendo l’orbita d’un pianeta e gli edifici e i luoghi della vita in comune ripetono l’ordine delle costellazioni e la posizione degli astri più luminosi”. Così ci appare la città della Toderi, vista attraverso l’ellisse delle orbite oculari ma anche chiaro riferimento alla rappresentazione planisferica, ordinata, del globo terrestre in cartografia. Una visione che grazie ai colori delle sue luci diventa artificiale, tanto celestiale quando angosciate, da scenario di guerra. Il lavoro si va ad aggiungere, nella tematica come nella realizzazione, a opere come Babele rosso, installazione video realizzata nel 2006, oppure a Fantasia, del 2008, continuando questo filone d’interesse verso una visione cosmologica, celeste e anche fantascientifica della città che Toderi ha intrapreso da qualche anno dopo l’iniziale interesse verso gli oggetti più comuni, che fecero definire quel periodo come “minimalismo domestico”. Anche il secondo video in mostra, Pulse 60zx, riprende l’analisi della città vista dall’alto, sostituendo al lento movimento del primo video, una rotazione a 360° intorno all’asse centrale dell’immagine, sottolineato da una punto luminoso pulsante. Il solo movimento dell’immagine, rotatorio, ripetitivo, è capace di creare un nuovo universo, una nuova città, che ancora una volta possiamo leggere con l’aiuto di Calvino: “Si tramanda a Bersabea questa credenza: che sospesa in cielo esista un’altra Bersabea, dove si librano le virtù e i sentimenti più elevati della città, e che se la Bersabea terrena prenderà a modello quella celeste diventerà una cosa solo con essa”. Una mescolanza tra la terra, con i suoi bagliori, e il cielo che la contiene, verso un annullamento dei confini terrestri, verso la creazione di un nuovo universo dalle leggi proprie. “Amo la possibilità del video”, racconta l’artista in un’intervista, “di lavorare su un movimento, anche se talmente uguale a se stesso da annullarsi, e la facoltà di giocare con la luce, abbandonando completamente la materia e l'oggetto dell'immagine. La luce che emana dal video è vibrante, quasi tremula, completamente diversa da quella del cinema. Lavorare sulla proiezione a parete per me non è una questione di ingrandimento, ma l'occasione di entrare in un ambiente che assume un unico valore cromatico che ti avvolge nello stesso timbro di luce dell'immagine”. Movimento di macchina unico, spesso lentissimo, quasi impercettibile; sonoro straniante, anch’esso ripetitivo e “meccanico”; utilizzo simbolico e carico della luce concorrono alla creazione degli universi stellari ri-creati dall’artista nei suoi video. Per l’occasione sono espone in galleria anche una nuova serie di disegni realizzati con grafite, argento e stagno fuso e delle nuove fotografie elaborate dalle riprese. Passo fondamentale nella successiva creazione dei video, i disegni presentati in mostra divengono opere d’arte a sé, concorrendo a sottolineare l’interesse dell’artista verso il mondo astrale. Toderi sta ora lavorando ad un grande progetto che esporrà in occasione della sua mostra personale che quest’anno sarà allestita presso il Museo Serralves di Porto; va ricordato che Grazia Toderi è una tra gli artisti italiani più apprezzati a livello internazionale con opere nei più importanti musei del mondo, tra cui il Guggenheim di Soho, il Luwig di Colonia, la Kunsthalle di Vienna, la De Appel di Amsterdam, senza dimenticare il MAMbo e il Maxxi. Anche nel mercato dell’arte contemporanea le sue quotazioni destano molto interesse: il suo record d'asta è stato di 24.955$ per Random (2001), una stampa fotografica a colori su alluminio, aggiudicata da Phillips de Pury & C. Londra, il 30 giugno 2008 dopo aver incrementato il suo valore del 144% dal 2002. Ultima aggiudicazione in asta è stata nel maggio 2007, da Christie’s a Milano, dove per un fotogramma del video Eclissi (2000) sono stati spesi 14.247 $. Orbite Rosse è invece stimato intorno ai 40.000 $. |
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