ArtKey Magazine | ArticoloI have a dream too: intervista ad Alessandro Marena
Autore: Francesca Berardi
Data: 05.02.2010
Vai all'evento: Kalle Kataila - Landscapes and Contemplations Vai alla sede: Alessandro Marena Project Gli artisti correlati: Kalle Kataila Abbiamo incontrato Alessandro Marena, giovane imprenditore torinese che ha fondato Alessandro Marena Project, una realtà tanto nuova quanto innovativa. Pubblichiamo l’intervista il 5 febbraio, in occasione del suo trentatreesimo compleanno e dell’inaugurazione della sua seconda mostra, una personale dell’artista finlandese Kalle Kataila allestita nelle suggestive e prestigiose sale di Palazzo Marenco a Torino. Francesca Berardi: Alessandro Marena Project nasce come un nuovo modo di concepire la galleria d’arte contemporanea, slegata da uno spazio fisico determinato. Questa scelta resterà una costante del tuo progetto o pensi in futuro di aprire uno tuo spazio? Alessandro Marena: È nata come galleria itinerante per avvicinare i linguaggi dell’arte contemporanea alla gente, creando luoghi nuovi e nuove situazioni. La mia volontà è che questo progetto cerchi per ogni mostra una sede idonea e sempre portatrice di stimoli ma prevedo uno spazio di riferimento, una sede, peraltro già individuata. F.B.: Il tuo progetto, sebbene slegato da una sede espositiva fissa, resta comunque legato al territorio? Pensi di operare principalmente a Torino o di avviare un’attività itinerante, magari anche oltre i confini nazionali? A.M.:Il progetto è nato nella mia città, per cui sicuramente continuerò a “strizzare l’occhio” a Torino, ma voglio esplorare alche altri territori, tramite fiere e collaborazioni in Italia e all’estero. F.B.:Quanto Alessandro Marena Project vuole essere uno sviluppo dell’attività della Marena Rooms Gallery e quanto una realtà indipendente? A.M.: Non è uno sviluppo della Marena Rooms Gallery ma una nuova realtà totalmente slegata ed indipendente. Il mio percorso continua, parallelamente, anche nella mia prima galleria. F.B.: Sul sito di Alessandro Marena Project si legge che è un luogo di “produzione, promozione e vendita”. Sembra chiaro che tu abbia intenzione di mettere in primo piano la promozione culturale e il sostegno dell’attività di giovani talenti artistici. Come pensi che questa scelta possa influenzare la tua attività dal punto di vista commerciale? A.M.: Non mi sono mai curato dell’aspetto commerciale in qualsiasi mio progetto. Non intendo cominciare da ora poiché metto sempre in primo piano solo ed esclusivamente la promozione culturale e artistica dei giovani talenti che propongo. F.B.: Avviando un’attività di promozione dimostri di voler dare anche una maggiore importanza al pubblico, di rivolgerti non solo ai collezionisti, ma anche alle altre figure professionali coinvolte nel mondo dell’arte contemporanea, così come ai numerosi appassionati. In quest’ottica, che oltrepassa gli schemi comuni entro cui opera la maggioranza delle gallerie d’arte, pensi che Alessandro Marena Project possa in qualche modo avviare collaborazioni anche con istituzioni culturali e/o pubbliche? A.M.: Assolutamente si, è proprio questa la direzione. F.B.: Venerdì 5 febbraio inaugura a Palazzo Marenco, nel cuore di Torino, la seconda mostra legata al tuo progetto, la prima in Italia dedicata all’artista finlandese Kalle Kataila. Puoi darci qualche anticipazione? A.M.: Le mostre parlano da sole. Non vorrei fare anticipazioni, posso dire con fermezza che l’artista è giovane, promettente e ha un profilo internazionale. Da una parte manifesta pienamente le sue origini finlandesi, dall’altra svela orizzonti geografici differenti sempre filtrati da ideali romantici. F.B.: L’inaugurazione sarà anche un’occasione speciale per festeggiare il tuo compleanno. A 13 anni potevi già desiderare di festeggiare così i tuoi 33 anni? Cosa volevi fare da grande? Qual è stato il percorso professionale e di formazione che ti ha portato ad Alessandro Marena Project? A.M.: No, a tredici anni non avrei mai immaginato un simile modo di festeggiarmi. Non avevo un’idea chiara di ciò che avrei voluto fare da grande, poi una serie di circostanze mi hanno portato ad occuparmi dell’azienda di famiglia. Comunque sono stato sempre un creativo nella vita come nel lavoro. Forse da piccolo non avrei pensato di promuovere gli altri a tal punto da farne una professione ma intuivo che la mia natura era tutt’altro che conformista. Ho iniziato il mio percorso nell’arte dalla direzione quadriennale di una nota galleria milanese, poi, tornato a Torino, ho voluto “far da me” e mettere in pratica la mia esperienza. |
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